La baia di Halong tra nubi e monsoni

Dopo le giornate trascorse ad Hanoi l’idea era quella di farsi una bella nuotata e scattare delle foto nella famosa baia di Halong ma il progetto di riempirsi di crema solare in Vietnam è davvero ‘naufragato’.

La pioggia ci ha inseguito da Hanoi sino ad Halong ed anche se arrivati sulla costa il cielo a tratti si è aperto nulla da fare, pioveva incessantemente.

Le migliaia di isole immerse nella nebbia e nelle nubi hanno comunque offerto uno spettacolo affascinante, davvero insolito, forse più originale e curioso della solita foto di questo paradiso tropicale decantato in tutte le guide turistiche ed illuminato dal sole.

Non mi aspettavo una tale bellezza e non mi aspettavo le condizioni meteo, i primi di settembre li immaginavo più secchi ma tutta l’umidità dell’oceano non può che scatenarsi proprio lungo la costa, per questo ho sempre trovato gli altri paesi del Sudest Asiatico dell’entroterra decisamente percorribili e visitabili anche verso fine Agosto.

Foto gallery: La baia di Halong tra nubi e monsoni

Durante le ore trascorse in barca mi sono dedicato con tutta calma a catturare la poesia delle immagini dei faraglioni calcarei scuri immersi nel chiarore della luce diffusa.

Verso sera è andata anche peggio, il tempo non è migliorato anzi, ma accucciato sotto una traversa sono riuscito a posizionarmi in modo da appoggiare la Canon e scattare delle foto notturne alla baia di Halong aprendo il diaframma per oltre un secondo ed usando solo ed esclusivamente la luce della Luna immortalando i faraglioni calcarei ed altri barconi come il nostro ancorati per la notte.

Tutto è fermo, e si attende il sorgere del nuovo giorno.

La ‘fabbrica’ di perle di Halong è stata una scoperta, era una tappa prevista nel nostro giro sin dall’inizio ma mi ha decisamente incuriosito.
Si è rivelato lo spunto per diverse foto, peccato che la luce fosse un disastro.
Penso che la luce del Sudest Asiatico, non solo del Vietnam ovviamente, sia davvero tra le più difficili da gestire specie se il cielo è coperto, genera contrasti quasi ingestibili tra le ombre e le luci sul medesimo soggetto a distanza di pochi metri.

Le distese di casse con le ostriche dentro si perdono in lontananza, e rimango ammutolito ad osservare la maestria e la velocità con cui i ragazzi e le ragazze procedono a tutte le varie operazioni per per indurre l’animale a creare la perla, cosa che in natura avviene invece molto raramente.

Non conoscevo nulla di tutto questo e scopro che è stato un giapponese a metà ottocento a capire come poter procedere in questa particolarissima coltivazione.
Sono disponibili anche perle nere, qualcosa che non avevo mai visto prima.

Il tempo sembrerebbe migliorare proprio quando stiamo per andar via dalla baia di Halong ma oramai non mi faccio illusioni.
Hanoi ci aspetta e si fa largo una certa inquietudine per la prossima tappa.

Tra un paio di giorni ci dirigeremo verso ovest, verso le montagne al confine con il Laos, a visitare la cittadina di Sapa e le sue magnifiche risaie terrazzate ma se si mette a diluviare come a fatto sin ora le cose si possono mettere davvero male in montagna.
Ricordo infatti quando nel 2002 a causa di una frana rimasi bloccato sul bus per ore cercando arrivare agli inizi di Agosto a Luang Prabang in Laos.

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