La prima volta a Bangkok

Appena uscito dall’aereo l’umidità ed il caldo mi assalirono soffocanti, finalmente ero arrivato in Thailandia, a Bangkok a diecimila chilometri da casa, ed in effetti forse l’unica cosa a cui non pensavo in quel momento era fare delle foto.

In tasca un biglietto con data di ritorno in bianco, un inglese poco più che scolastico, mosso dalla ricerca di qualcosa dentro di me.
Avevo voluto la bici, ora toccava pedalare.

La prima impressione oltre al caldo torrido è stata di una lingua assolutamente peggiore di qualunque previsione, anche se frammista all’inglese storpiato in chiave tonale, lo chiamano thai-english.  Solo dopo qualche giorno, ripreso dal fuso orario, realizzai quanto potenziale aveva Bangkok per delle foto.

Foto gallery: immagini di Bangkok

La ragazza con cui avevo chiacchierato online per diversi mesi mi è venuta a prendere all’aeroporto, a malapena ci siamo capiti ma è comunque un riferimento, una conoscenza.
Mi ha trovato una stanza in un hotel economico in una zona centrale della città, Siam Square.
Inizierò quindi a visitare la capitale, dedicherò diversi giorni a fare delle foto a Bangkok.

Bangkok è conosciuta in lingua thailandese come ‘Krung Thep’ o ‘Città degli Angeli’ e molti abitanti la chiamano ancora così; in realtà il nome completo di Bangkok è molto più lungo, secondo il Guinness Book of Records è il nome di città più lungo al mondo.

Una megalopoli di oltre dieci milioni di abitanti, forse quindici, talmente estesa da non capire dove finisce ed inizia e quali sono i confini con un altro agglomerato urbano.
Sicuramente una delle città più caotiche, più importanti, più vive, più trafficate di tutto il sud-est asiatico.

Mi sono spostato a piedi e in taxi, sono abbastanza economici. Alloggiando in zona Siam Square ho potuto anche usufruire della metropolitana sopraelevata, il cosiddetto Sky Train, costruito principalmente da join venture con giapponesi.

Girando per le vie non vedo miseria, percepisco piuttosto una energia incredibile che muove quel caos, un caos a loro modo organizzato e gestibile. Ma l’aria è davvero irrespirabile, il caldo soffocante e dopo una giornata la camicia la puoi buttare tra sporcizia e sudore.

Bangkok è oggi un mix di culture thailandese, cinese, indiana, buddista, musulmana e occidentale; la cucina thailandese è decisamente buona.

Pensare che originariamente Bangkok era un piccolo centro commerciale, una comunità portuale sulla riva occidentale del fiume Chao Phraya. Solo dopo il 1767 e la distruzione di Ayutthaya, la vecchia capitale, da parte dei nemici birmani, Bangkok ricevette lo status di capitale.

Negli ultimi duecento anni, Bangkok è stata il centro politico, sociale ed economico non solo della Thailandia ma anche di gran parte sud-est asiatico. La sua influenza nelle arti, nella politica, nella moda, nell’educazione, nell’intrattenimento è palpabile; un centro economico e finanziario. Bangkok è oggi una città globale di dimensioni quasi inconcepibili per noi abituati alla realtà italiana, ai piccoli centri, ai piccoli paesi e al massimo a qualche città di medie dimensioni.

Mentre la città si espandeva in periferia, la città interna è cresciuta in altezza, con oltre mille grattacieli, dal 1985 al 1996, la Thailandia ha sperimentato il più grande tasso di crescita del mondo, una bolla speculativa incentrata proprio sull’edilizia esplosa nel 1997 e Bangkok ha attraversato drammatici cambiamenti.

La recente costruzione di anelli di superstrade, tunnel e cavalcavia, sistemi  sopraelevati come lo Sky Train  hanno alleggerito parte della congestione  ma ha fatto ben poco per alleviare la congestione generale; deve essere decisamente difficile vivere qui la quotidianità immersi in tale inquinamento e caos.

Sono riuscito a visitare e a fare delle foto decenti ai templi principali di Bangkok dal Wat Pho con la sua rinomata scuola di massaggio thailandese ed il maestoso Buddha coricato,  al Wat Arun, adagiato lungo i canali del Chao Phraya, chiamato anche tempio dell’alba per via dei suoi colori bellissimi alle prime luci riflesse dalle ceramiche policrome.

Ma è il  Wat Phra Kaew ad essere considerato il tempio buddista più sacro della Thailandia situato all’interno del palazzo reale nel centro storico di Bangkok.
Il tempio ospita la famosa statua del Buddha di Smeraldo, una statua in realtà fatta di giada, abbastanza piccola, posta sulla sommità di un lungo scalone con divieto di fare fotografie.

Una curiosità interessante da visitare a Bangkok e a cui ho fatto decisamente molte foto è sicuramente l’abitazione di Jim Thompson, ora un museo, di fatto una delle più belle case in teak della città.
Durante gli anni ’60 è stata la dimora di un facoltoso commerciante americano che esportava seta, misteriosamente scomparso senza lasciare traccia in Malesia.

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