Ayutthaya e la sua storia

Arrivai ad Ayutthaya, dopo alcune di ore di bus da Bangkok, lungo la direttrice principale nord sud del paese, con un unica piccola risorsa con cui scattare delle foto, una macchina fotografica compatta  a pellicola.

L’idea che mi prefiggevo era infatti quella di iniziare a risalire tutta la Thailandia e le foto sono state davvero un bellissimo corollario.

Si è trattato di un bus locale non di quelli a lunga percorrenza verso ChiangMai o ChiangRai e non è stato facile trovare quello giusto a Mo Chit, il terminal nord di Bangkok; un gran caos e pochissime scritte in inglese.

Foto gallery: immagini di Ayutthaya

Un giro inusuale probabilmente, ma in ogni caso si tratta di una tappa imperdibile; parliamo di Ayutthaya la storica e famosa capitale del regno del Siam.
Una città definita più volte, dagli antichi viaggiatori provenienti dall’Europa, la Venezia dell’Asia.

Una città adagiata su una fertile pianura, centrale nella sua posizione geografica, circondata dal fiume Chao Phraya e da canali su ci viaggiavano merci e persone.
Un via vai di idee e beni preziosi diretti sia verso il resto della Thailandia sia verso l’estero.

Ho affittato una stanza economica in una guest house, lasciato lo zaino, noleggiato per alcuni giorni una bici ed ho iniziato a girare cercando di immaginare questo posto incredibile secoli fa, durante la sua età dell’oro; il gioiello della Thailandia.

È strano muoversi in una città moderna, decisamente brutta nel suo sviluppo urbano attuale, ricca di fabbriche, attività produttive, frammista a campi coltivati e trovarsi di fronte rovine e parchi bellissimi.
In realtà la parte storica di Ayutthaya è ben delimitata in una certa area, scattando queste foto mi sembrava di avere di fronte una sorta di fossile vivente circondato dall’oggi che cerca di fagocitarlo.

Ho trovato un tempo abbastanza buono per essere luglio, almeno non ha piovuto, ma fare fotografie con questa luce fortissima dei tropici non è affatto semplice, il riverbero ed il controluce mi mettono in crisi, specialmente con la macchinetta fotografica super economica che sto usando.

Ayutthaya fu fondata dal Re Ramathibodi nel lontano anno 1350 a soli 76 chilometri a nord di Bangkok, in quei giorni nulla più di un villaggio fangoso alla foce del fiume Chao Phraya.

Fu il secondo Stato formato dal popolo thai dopo il regno di Sukhothai, nato il secolo precedente. Fu costruita nel punto di incontro di tre fiumi: il Chao Phraya, il Lopburi e il Pa Sak.

I primi nemici vennero da est, dalla attuale Cambogia, furono i popoli Khmer che attaccarono ripetutamente Ayutthaya.
Come risposta i thailandesi ingaggiarono una lunga e feroce guerra e presero il controllo di Angkor nell’anno 1431 costringendo l’impero Khmer ormai in declino a spostare la capitale ad est fino al Phnom Penh.

Dopo un secolo le cose iniziarono nuovamente a mettersi male, ma questa volta i nemici venivano da ovest e nel 1548  il re di Birmania invase il Siam con l’intento di sconfiggere e dominare sulla capitale, Ayutthaya.
Come era consuetudine a quei tempi il Re del Siam Maha Chakapat guidò le sue truppe nella difesa della città cavalcando il suo elefante da guerra, non lo sapeva, ma stava per dare inizio a una leggenda.

Anche se alle donne non era permesso prendere parte alla battaglia, la Regina Suriyothai, preoccupata per la sorte del marito, si travesti da uomo e corse in battaglia.
Durante la battaglia con le truppe birmane, l’elefante del Re crollò per le ferite e Maha Chakapat rischiava di essere ucciso quando la Regina Suriyothai si getto nella mischia con il suo elefante trovando la morte ma salvando il consorte.

A memoria di tutto questo esiste oggi un parco commemorativo dedicato alla regina Suriyothai poco fuori di Ayutthaya; una grande statua della regina in sella a un elefante da guerra.

L’episodio rallentò l’avanzata birmana ma alla fine Ayutthaya cadde nell’anno 1569, divenne uno stato satellite in Birmania ed il sedicenne principe Naresuan fu rapito e istruito nella corte della Birmania come guerriero e come ostaggio reale.
Ed è qui che una seconda leggenda si inserisce sulla prima, quando tornò a Ayutthaya, il principe Naresuan fu inaspettatamente in grado si radunare un suo esercito, liberare Ayutthaya, respingere i birmani.
A causa di questa incredibile vittoria, Re Naresuan fu considerato l’eroe thailandese per antonomasia.

Quando morì nel 1605 Ayutthaya era al massimo della sua fama e nessun nemico osò più attaccare la città per oltre 150 anni, divenne la capitale di un glorioso impero, una grande e importante città con collegamenti internazionali tra il i Siam ed il resto del mondo.

Furono i portoghesi tra gli europei a commerciare per primi con il Siam, Ayutthaya stipulò accordi commerciali con la Spagna, l’Olanda, l’Inghilterra, il Giappone, la Danimarca e la Francia.
Il commercio non era direttamente gestito dai thailandesi ma curiosamente delegato agli immigrati cinesi ed indiani.

Ayutthaya rimase la capitale del Siam per 417 anni sino al 1767, anno terribile per la Thailandia, quando l’amata città capitolò dopo ben 14 mesi di assedio da parte dei birmani.
La città venne completamente distrutta, molti thailandesi furono uccisi, molti diventarono schiavi, solo 10.000 persone rimasero in città dopo la catastrofe, un episodio ancora oggi fonte di dolore e dispiacere per tutti i thai.

Le rovine della vecchia capitale Ayutthaya sono oggi ancora lì mute, in attesa di essere immortalate nelle foto, circondate da giardini e parchi, una delle maggiori attrazioni turistiche della Thailandia e dal dicembre 1991 patrimonio mondiale dell’UNESCO.

NOTE:
Nel 2003 è stato pubblicato “The Legend of Suriyothai”, un colossal spettacolare di 5 ore finanziato dalla regina Sirikit e dalla famiglia reale, uscito in Italia con il titolo “Suriyothai – Il sole e la luna”.
Nel 2007 è stato pubblicato un film in 3 parti “The Legend of King Naresuan”, si tratta delle produzioni cinematografiche thailandesi più costose di tutti i tempi.

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