Fotografie Thailandia 2000

Krabi e la Thailandia meridionale

Krabi e la Thailandia meridionale

La prima volta che ho notato Krabi è stato su una bella rivista patinata, con delle foto splendide.

Una sorta di icona della vacanza perfetta in Thailandia nella sua versione più tropicale e perfetta, con palme e bianche spiagge immacolate.

Mi aspettavo un bel posto ma dopo la delusione e l’inquinamento del mare di Pattaya e Phuket ero preparato anche a veder ridimensionate le mie aspettative. Fortunatamente le aspettative questa volta non sono state affatto deluse.

Un paradiso, nessun’altra parola può descrivere il posto pieno di spiagge bianche e sabbiose e quasi nessuno intorno a te, giganteschi faraglioni bianchi ricoperti di vegetazione, un mare azzurro dalle mille sfumature di verde ed una luce accecante.

Le immagini scattate con la modesta macchina fotografica non rendono affatto giustizia al posto, specialmente ai colori meravigliosi del mare.

Tutta la zona di Krabi è caratterizzata da spettacolari scogliere calcaree scoscese a picco sul mare, fitte foreste di mangrovie e più di un centinaio di isole. Un paesaggio unico che davvero bisogna ammirare almeno una volta nella vita.

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Sukhothai e dintorni

Sukhothai e dintorni

Dopo Chiang Rai, dopo Mae Sai ed il bellissimo Mekong, ho deciso di dirigermi a sud,  sino alla fine della Thailandia. Avevo appena toccato il punto più a nord della Thailandia a Mae Sai, ed il mio progetto diventava raggiungere il punto più a sud. Arrivando dal nord sono prima passato da Nan, la città offre alloggi economici, e vale la pena visitare il bellissimo Wat Phumin.

Dopo pochi giorni nuovo autobus, nuova direzione, mentre la gente ci salutava alla stazione degli autobus, Phitsanulok stava aspettando.

Sono finalmente arrivato a Sukhothai sulla sella di un motorino, insieme ad un altro ragazzo italiano incontrato in viaggio, ed abbiamo trascorso l’intera giornata nel parco storico.

Il complesso archeologico è così grande che è necessario andare in motorino (o in bici) all’interno delle rovine, ovviamente pagando un piccolo supplememto nel biglietto di ingresso. Decisamente piacevole passeggiare e visitare le rovine nascondendosi sotto l’ombra degli alberi nelle ore più calde.

Ne vale la pena ed è una meta assolutamente da non escludere durante un viaggio in Thailandia.

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Chiang Rai ed il nord della Thailandia

Chiang Rai ed il nord della Thailandia

Lasciata Chiang Mai, tra mille ricordi, ho iniziato un nuovo viaggio verso la parte più settentrionale della Thailandia, verso Chiang Rai.

La prima tappa è stata Thaton un villaggio lungo il fiume Kok a soli 24 km a nord di Chiang Mai, si tratta di un paesino davvero molto bello e la vista dalla collina sul fiume Kok è spettacolare. Si tratta di un luogo non ancora invaso dal turismo, e le donne Akha offrono prodotti artigianali in argento davvero belli.

Seguendo il consiglio di un ragazzo italiano incontrato lungo il viaggio, invece che prendere il solito bus, ho scelto di dirigermi a Chiang Rai via barca, un percorso lungo quasi una intera giornata ma davvero meritevole. In attesa della classica barca dalla coda lunga ho quindi passato qui la notte, a Thaton.

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Mae Sot ed il confine con il Myanmar

Mae Sot ed il confine con il Myanmar

Rimasi a Mae Sot diverso tempo, tornai un paio di volte ed è una storia lunga, che un giorno magari scriverò per intero, ma non è un sito web la sede ideale, per questo cercherò di riassumere.

Non avrei mai pensato che un paesino così sperduto, dall’altra parte del pianeta, avrebbe potuto giocare un tale ruolo ed avere una tale importanza nel mio immediato futuro.

La prima volta che arrivai fu subito dopo aver visitato Ayutthaya, un viaggio lungo quasi otto ore, ma orgoglioso di aver trovato tutto da solo, chiedendo alla stazione, un bus arrivasse sino a Mae Sot, ero agli ancora inizi del viaggio e le vele si stavano appena spiegando.

Ho ancora in mente, chiara e definita, la sensazione provata su quel bus attraversando per la prima volta le montagne della provincia di Tak, la vista delle foreste ai lati della strada mentre il mezzo si inerpicava sbuffando per l’ultima parte del percorso; un paesaggio davvero bello.

Poi la fine della strada, la fine della Thailandia, il confine, la fine del viaggio ed il suo inizio al tempo stesso, la fine del fiume, a quel punto scesi dalla barca…

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Ayutthaya e la sua storia

Ayutthaya e la sua storia

Arrivai ad Ayutthaya, dopo alcune di ore di bus da Bangkok, lungo la direttrice principale nord sud del paese. L’idea che mi prefiggevo era infatti quella di iniziare a risalire tutta la Thailandia.

Si è trattato di un bus locale non di quelli a lunga percorrenza verso ChiangMai o ChiangRai e non è stato facile trovare quello giusto a Mo Chit, il terminal nord di Bangkok; un gran caos e pochissime scritte in inglese.

Un giro inusuale probabilmente, ma in ogni caso si tratta di una tappa imperdibile; parliamo di Ayutthaya la storica e famosa capitale del regno del Siam. Una città definita più volte, dagli antichi viaggiatori provenienti dall’Europa, la Venezia dell’Asia.

Una città adagiata su una fertile pianura, centrale nella sua posizione geografica, circondata dal fiume Chao Phraya e da canali su ci viaggiavano merci e persone. Un via vai di idee e beni preziosi diretti sia verso il resto della Thailandia sia verso l’estero.

Ho affittato una stanza economica in una guest house, lasciato lo zaino, noleggiato per alcuni giorni una bici ed ho iniziato a girare cercando di immaginare questo posto incredibile secoli fa, durante la sua età dell’oro; il gioiello della Thailandia. Continua a leggere

Pattaya e Phuket

Pattaya e Phuket

Non è stata una decisione semplice andare a Pattaya, dopo l’esperienza della tranquillità e della pace sull’isola di Koh Samet ero incerto se visitare o meno Pattaya una città artificiale, senza storia, totalmente ed esclusivamente votata al turismo. Condomini alti diversi piani, piccoli grattacieli, hotel, bar, ristoranti, saloni di massaggio, discoteche, la città è di fatto una enorme Disneyland per adulti.

Ero curioso, ma presto ci si rende conto della sua assurdità, si tratta di una Thailandia nella Thailandia. Anche amministrativamente è un mondo a se con un sistema speciale che le garantisce una maggiore autonomia rispetto alle altre città, solo Bangkok  ha una situazione simile.

Pattaya era solo un piccolo villaggio di pescatori fino a quando non fu scoperto come località balneare dai residenti di Bangkok negli anni ’60. Trovandosi a poche ore di strada dalla capitale ed essendo facilmente raggiungibile inizio a svilupparsi come metà balneare. Poco dopo cominciarono ad arrivare i militari americani della United States Air Force della vicina base militare di U-Tapao, che vi trascorrevano le vacanze, causando un grande giro di prostituzione, cosa per cui ancora oggi la città e rinomata, nonostante gli sforzi del governo. Continua a leggere

La prima volta a Bangkok

La prima volta a Bangkok

Appena uscito dall’aereo l’umidità ed il caldo mi assalirono soffocanti, finalmente ero arrivato in Thailandia, a Bangkok a diecimila chilometri da casa. In tasca un biglietto con data di ritorno in bianco, un inglese poco più che scolastico, mosso dalla ricerca di qualcosa dentro di me.

Avevo voluto la bici, ora toccava pedalare.

La prima impressione oltre al caldo torrido è di una lingua assolutamente peggiore di qualunque previsione, anche se frammista all’inglese storpiato in chiave tonale, lo chiamano thai-english.

La ragazza con cui ho chiacchierato online per diversi mesi mi è venuta a prendere all’aeroporto, a malapena ci siamo capiti ma è comunque un riferimento, una conoscenza. Mi ha trovato una stanza in un hotel economico in una zona centrale della città, Siam Square. Inizierò quindi a visitare la capitale, vi dedicherò diversi giorni.

Bangkok è conosciuta in lingua thailandese come ‘Krung Thep’ o ‘Città degli Angeli’ e molti abitanti la chiamano ancora così; in realtà il nome completo di Bangkok è molto più lungo, secondo il Guinness Book of Records è il nome di città più lungo al mondo.

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