Kuala Lumpur e Chinatown

La mia seconda volta in Kuala Lumpur, decisamente non si ha mai idea nella vita se si tornerà o meno in un posto, ero già stato qui nel 2007 per lavoro ma solamente alcuni giorni, avevo si fatto alcune foto con la macchina analogica ma in questo caso la Malesia era parte integrante del mio progetto di viaggio e Kuala Lumpur era il posto dove iniziare.

Queste sono le prime righe davvero di un lungo viaggio, non come quello del 2000 in Thailandia, ma si tratterà di più di un mese e soprattutto di due distinti paesi, con una tabella di marcia già decisa a tavolino e molto impegnativa.

Facendo in questo modo sicuramente si ottimizzano i tempi ma decisamente si perde il fascino di viaggiare in totale libertà e di non sapere cosa si farà il giorno dopo.

Foto gallery: immagini di Kuala Lumpur

Le ragioni del mio tornare nella capitale della Malesia in realtà sono due, ottenere il visto per entrare in Myanmar che sarà la seconda destinazione del mio lungo viaggio, ed iniziare la scoperta della Malesia, cosa che ovviamente non ho potuto fare in precedenza.

Ho deciso a priori di visitare solo la parte continentale della Malesia, e già così non sarà affatto semplice gestire due paesi in un solo viaggio, la parte delle isole malesiane la riservo per il futuro, del resto non si può avere tutto.

Il primo luogo dove sono tornato è la Chinatown di Kuala Lumpur, in particolare Petaling Street, dove ho avuto l’opportunità di fare qualche foto davvero interessante, sono veramente affascinato da questo tipo di posti. Passerei ore a guardare un mondo così diverso dal mio che mi scorre intorno.
In questi casi cerco di diventare invisibile, di sparire, di osservare.

Mi fermo certo, ma bisogna anche essere veloci a cogliere le occasioni, in questi casi si va a caccia, ci si apposta, si aspetta, si scatta.
Trovo un posto che mi ispiri, rallento, mi sistemo in un angolo in modo che le persone dopo pochi minuti comincino ad ignorarmi, quindi accadono cose, il mercato di Kuala Lumpur non poteva essere posto migliore, e nasce la foto.

Dopo il mercato di Chinatown mi sono diretto nella parte sud della città dove ho visitato un bellissimo Museo di Arte Islamica (purtroppo niente possibilità foto).
Visitare i musei durante le ore calde è sempre un ottima cosa, si gode dell’aria condizionata e all’aperto sarebbe impossible fare qualunque cosa.
La differenza immediata dal resto dell’Asia che ho visitato è enorme, si percepisce subito la presenza incombente e sovrastante dell’islam, non siamo certo a Bangkok, tanto meno in Cambogia o in Laos, questo è decisamente un altro sudest asiatico.

Non lontano dal Museo di Arte Islamica ci sono anche la Moschea Nazionale ed il Bird Park, entrambi meritano sicuramente una visita, si tratta del parco di uccelli più grande di tutto il sudest asiatico.

Probabilmente la ragione principale che mi ha spinto a visitare la Malesia è proprio la curiosità di vedere il mescolarsi di persone e di etnie, Kuala Lumpur è la città più popolosa del paese con una popolazione di oltre 1,6 milioni, l’area metropolitana si stima possa arrivare a 6,9 milioni. Si tratta di una popolazione eterogenea che comprende tre principali gruppi etnici: i malesi, i cinesi e gli indiani.

Secondo gli ultimi censimenti  la popolazione cinese arriva al 43%, gli indiani 10%, ma si tratta di una città cosmopolita, da sempre centro di commercio per via della sua posizione geografica invidiabile tra Asia ed il resto del mondo, per questo gli stranieri residenti a Kuala Lumpur costituiscono circa il 9% della popolazione della città.

IL rapido sviluppo di Kuala Lumpur ha innescato un enorme afflusso di lavoratori stranieri poco qualificati provenienti dall’Indonesia, Nepal, Birmania, Thailandia, Bangladesh, India, Sri Lanka, Filippine e Vietnam. Al tempo stesso ci sono centinaia di migliaia di malesi all’estero, in paesi come Francia, Regno Unito e Australia che sono entrati con visti turistici per poi rimanere e lavorare illegalmente.

Che dire? La globalizzazione al suo meglio.

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  • La foto #10 ha un bruttissimo impallo da evitare come la peste :mrgreen: intendo la doppia testa 😯
    ciao 😉

    • Lo so bene! Era proprio la cosa curiosa della foto! A volerla fare non ci si riusciva!

      A me non dispiace, sicuramente stranissima, ma alla fine la conservo.

      Io faccio foto (belle o meno belle) a cose e persone e paeaggi che mi colpiscono… non cerco ne seguo definizioni.

  • Questo e’ semplicemente una serie di ritratti… alcuni con qualche errore di composizione… altri con qualche problema di mosso… altri con ombre/luci troppo marcate… in questi contesti si usano focali piu corte e si riportano (reportage) i soggetti nel contesto….

  • Complimenti bella serie. Andrea 😉

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