Venezia in inverno

La domanda è praticamente una non domanda tanto la risposta è scontata ed ovvia, perché fare delle foto a Venezia?
Dopo aver visitato gran parte del Sudest Asiatico ho deciso di dedicarmi a visitare e a fotografare alcune città e luoghi d’Italia, specialmente le città d’arte più famose che raccolgono milioni e milioni di turisti ogni anno.

Non si può essere nati e vissuti in Italia senza aver visto la bellezza e l’unicità di questo paese.

Ho iniziato alcuni anni fa con Firenze, un’esperienza davvero bella, ed ora non poteva mancare Venezia, ci sono stato a fine gennaio subito dopo l’ennesimo grave evento dell’acqua alta, fortunatamente pochi turisti ed affollamento irrilevante.

La città è stata per secoli capitale della Serenissima Repubblica di Venezia e per il suo patrimonio artistico è indiscutibilmente una delle città più belle al mondo, seconda dopo Roma per numero di turisti in Italia. 

Foto gallery: immagini di Venezia in inverno

Purtroppo un paio di musei che volevo visitare erano chiusi per riparare i danni dell’acqua, ma quello che ho patito davvero sono state le poche ore di luce disponibili per fare foto, l’inverno spesso è una stagione avara per le foto, alle cinque del pomeriggio la luce era già al limite.

Nonostante questo sono abbastanza soddisfatto di quanto fatto considerando che non è affatto facile uscire dalle solite icone e dai milioni di scatti già visti, direi che è una impresa piuttosto impossibile per cui tanto valeva immergersi in quell’atmosfera unica che si trova solo a Venezia e provare a tirar fuori qualcosa che seppure non originale fosse almeno bello.

Anche il sole si è fatto vedere di rado, ma la nebbia dell’ultima giornata mi ha permesso davvero di fare foto interessanti ad una Venezia ricca di mistero, sono quelli che preferisco.
L’elevata umidità può infatti provocare nebbie e brina nei mesi freddi e afa in quelli caldi, e non oso immaginare l’odore della laguna nel torrido Agosto.

Ho cercato di migliorarmi nelle foto notturne a mano libera, ne sto imparando i limiti, e sono molti, per questo mi sono deciso ad acquistare prossimamente un mono piede in modo da avere un supporto trasportabile e non ingombrante per godere del fascino delle città di notte e non solo.
Avere un supporto, anche se non un vero e proprio tre piedi, permette di  lavorare con tempi di esposizione molto più lunghi senza il rischio di avere foto di Venezia mosse o poco nitide, in questo modo è possible quindi sfruttare al meglio la luce dei lampioni che ultimamente è sempre più fioca a causa delle lampade a basso consumo energetico.

Centra mappa
Traffico
In bicicletta
Trasporti

Si suppone che qui vi fossero insediamenti umani sin dall’epoca preistorica vista l’invidiabile posizione che favoriva la caccia, la pesca, la produzione del sale, ed il commercio.
Con l’arrivo dei romani questa situazione si rafforza e vengono creati diversi porti tra cui Chioggia.

Con la perdita di potere dell’impero romano gli abitanti della terraferma cercarono rifugio nelle lagune a seguito delle varie ondate di invasioni barbariche che si succedettero  in particolare quella degli Unni  nel 452 e dei Longobardi nel 568.

Venezia fece parte insieme con tutta l’Italia dell’impero di Giustiniano nel 554 ma la zona fu nuovamente travolta dalla calata dei Longobardi e solamente nel 697 Venezia si consolida come ducato dipendente dall’Esarcato di Ravenna.

A seguito della tentata invasione franca di Pipino (Carlomanno) nell’821 la capitale del ducato viene  spostata a Rialto assumendo nel tempo il nome stesso del territorio e diventando Venezia.

La vicinanza con l’impero franco, il rapporto privilegiato con l’oriente bizantino e contemporaneamente la distanza da Costantinopoli ne fece uno dei principali porti di scambio tra l’Occidente e l’Oriente che in quattro secoli trasformò la città da remoto insediamento  a potenza padrona dei mari.

Il capo del governo era il Doge (dal latino dux) molti Dogi, soprattutto prima dell’anno mille, si videro costretti a prendere i voti o uccisi perché i cittadini li reputavano troppo bramosi di potere.

Venezia nel XII secolo era all’apice della sua potenza e dominava gran parte delle coste dell’Adriatico, regioni quali la Dalmazia, l’Istria, molte delle isole dell’Egeo, Creta, Cipro, Corfù, ed era la più importante potenza militare e mercantile.
La decadenza cominciò a farsi sentire a partire dal XIV secolo a causa sia della nascita della potenza Ottomana sia dello spostamento dei commerci verso le Americhe che colpì duramente la vocazione marittima della città.

Nel XVIII secolo Venezia fu tra le città più raffinate d’Europa, con una forte influenza sull’arte, l’architettura e la letteratura del tempo, ma questo non era che un segno del suo inesorabile tramonto. Il 12 maggio 1797 il doge Ludovico Manin e il Maggior Consiglio vennero costretti da Napoleone ad abdicare, per proclamare il “Governo Provvisorio della Municipalità di Venezia”.
Fu poi ceduta dalla Francia all’Austria andando a formare la “Provincia veneta” dell’Impero austriaco, nel 1866 entrò a far parte del Regno d’Italia.

Durante la prima guerra mondiale, nel disperato tentativo di difendere Venezia e la sua base navale, l’esercito italiano si attestò sul Piave e respinse due offensive austro-ungariche Venezia venne quindi a trovarsi a ridosso del fronte e subì numerosi attacchi aerei da parte dell’Austria-Ungheria.

Negli anni venti la città vide accrescere notevolmente il suo territorio, grazie all’accorpamento di diversi comuni. Venezia per la propria conformazione urbana è impossibilitata ad avere una propria compiuta area industriale, l’espansione in terraferma diviene la soluzione necessaria e nel 1933 venne costruito il ponte stradale fra Venezia e la terraferma.

A metà degli anni ’70 ci fu un declino dei settori chimico, industriale e cantieristico con un conseguente reimpiego, maggioritario, del capitale umano e economico nel settore del turismo.

La crisi dell’industria chimica tra la fine degli anni ottanta e gli inizi degli anni novanta, assieme al generale ridimensionamento delle grandi città ha creato un sensibile calo di residenti.

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