Stambecchi nel Parco Naturale delle Alpi Marittime

Questa volta è stata più di una camminata, davvero un impresa, almeno per un cittadino come me. Una salita di oltre 1000 metri di dislivello da Terme di Valdieri sino al Rifugio Morelli Buzzi, per poi proseguire oltre, sino al Colletto del Chiapus a quota 2500 mt. e da lì giù in discesa sino al Rifugio Genova a quota 2000 mt.
Una fatica ampiamente ripagata dalle foto alle Alpi Marittime ed agli stambecchi.

In pratica, almeno con il nostro passo tranquillo, dalle dieci di mattina sino alle otto di sera, oltre quindici chilometri a salire e poi a scendere. Ed il giorno dopo, stessa cosa, per rientrare, per tornare alle Terme di Valdieri.

Foto gallery: immagini dell’Argentera, stambecchi – Parco Naturale delle Alpi Marittime

Lo zaino era più leggero rispetto all’escursione di alcune settimane prima ma questa volta il teleobiettivo esigeva un sacrificio non indifferente, con uno zoom da 400 mm ero pronto ad immortalare camosci e stambecchi, a fare foto qualunque creatura delle Alpi Marittime, nessuna scusa.

Sono davvero posti spettacolari, abbiamo costeggiato il maestoso Monte Argentera ancora baciati dal freddo sole di settembre e da un vento a tratti gelido, ultimi giorni prima della chiusura invernale dei rifugi alpini, poche perone intorno, pace e silenzio, tranquillità.

I primi stambecchi li incontriamo nel tardo pomeriggio, scendendo verso il Rifugio Genova, durante una discesa che sembrava infinita, e loro lì tranquilli a brucare erbette di montagna ed io a tirare fuori la mia Canon 760D facendo attenzione a non fare troppo rumore.

Loro non si sono certo spaventati, sono al sicuro in un parco naturale, sanno di non dover temere l’uomo, sanno che in caso di necessità in un paio di balzi possono mettere decine di metri di distanza e di dislivello da ogni inseguitore, sono a casa loro e sono animali curiosi, quindi stanno a guardare cosa fai.

La cosa buffa è che non fanno il minimo rumore, neppure se fuggono, ogni balzo è avvolto come dal cotone in un silenzio irreale ma così bello da ascoltare.

Le fotografie del primo giorno hanno risentito un poco della luce oramai debole, usare a mano libera un teleobiettivo 400 mm in quelle condizioni di luce non è semplice, non è certo un ottica luminosa, il risultato è stato comunque oltre le mie aspettative.
Si tratta di un ottica Sigma molto pesante, parliamo di quasi un kilo e settecento grammi, ma sorprendentemente nitida in condizioni di luce decente.

In ogni caso, quasi a farsi beffa dello sforzo fatto per portare nello zaino tale peso, sul più bello il teleobiettivo è stato di fatto quasi inutile, non sono andato io da loro ma sono arrivati loro da me.
Il bello doveva infatti ancora arrivare, il giorno dopo, arrivati per la seconda volta al Rifugio Morelli Buzzi lungo la via del ritorno.
Li trovo di fronte al rifugio, incuranti delle poche persone, tre stambecchi, forse più che giravano serenamente, persino con dei piccolini, a pochi passi da noi, in alcuni scatti ho persino usato il 50 mm.

Davvero una situazione incredibile, da non crederci, erano lì a pochi metri leccavano sassi a terra in cerca di sale, e la cosa è andata avanti oltre un ora.

Purtroppo però l’orologio correva, le ore di luce anche, e la strada per le Terme di Valdieri sembrava davvero non finire mai, ma proprio lungo il sentiero, quando non pensi che a tornare alla macchina per sederti e levarti definitivamente gli scarponi, incontriamo un maschio adulto bellissimo con due corna immense, un ultimo regalo, un ultimo saluto da queste terre, una ricompensa che ha ripagato stanchezza e vesciche ai piedi.

Un ultima spettacolare foto dalle Alpi Marittime in attesa della prossima stagione.

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