Vita e morte a Torino

Si tratta di una serie di scatti fatti a Torino in circostanze molto diverse, foto senza una logica, una passeggiata per varie vie del centro storico di Torino, una visita al cimitero monumentale della città, alcune piazze.

Mentre osservavo queste foto di Torino mi sono immediatamente reso conto che andavano insieme, che si incastravano opposte ed antitetiche, inevitabilmente si attraevano una con l’altra.

La vita, il gioco, il divertimento, il clown, la strada, la chiesa, la religione, la tomba. Immagini di un filo unico che unisce tutto questo, un filo sottile ma essenziale.

Foto gallery: immagini di vita e morte a Torino

Tutto quello che alla fine inevitabilmente fa di una vita una vita e di una morte la sua fine, concentrato in pochi scatti.

Le prime foto sono state fatte in Piazza San Carlo, una delle mie piazze preferite a Torino, a seguire via Giolitti e la Chiesa di San Michele in Piazza Cavour per poi finire con alcune tombe della sezione Valdese del Cimitero Monumentale di Torino, dove sino a pochi anni fa era seppellito mio nonno.

Una volta sul tavolo queste immagini hanno inaspettatamente iniziato a richiamarsi una con l’altra, vai a sapere, ed eccole qui sul sito in un unica pagina.

Il centro storico di Torino offre continuamente spunti ed idee per fare buone fotografie, non manca certo l’arte e la storia da queste parti, ma bisogna sapere aspettare il momento giusto, cogliere l’istante perfetto.

Mi sorprende sempre quando non sono io a trovarle, quando sono le fotografie a cercarmi, a farsi vedere, a comparire in un luogo dove fino a pochi secondi prima non avevi visto nulla.

L’arte della fotografia sta decisamente nell’occhio di chi osserva, solo in parte nella tecnica o nella tecnologia disponibile.
Ed è questo occhio che va allenato, istruito, seguito, coltivato negli anni; sino a quando le fotografie incominceranno a cercarti.

Si capisce a quel punto di avere qualcosa in più, di aver trovato una marcia diversa rispetto al normale turista che passa e prende un’immagine a caso, si pensa già avanti, con la fotografia che non viene semplicemente scattata ma “costruita” immaginata a priori pensando esattamente a quello che si vuole e solo marginalmente affidandosi al caso.

Prima scatta la mente, la sensibilità, poi inizia l’occhio a cogliere le possibilità, infine inizia il lavoro di creazione vera e propria.
Un buono scatto in genere è stato pensato prima, non è quasi mai frutto del caso, specie in queste condizioni di tranquillità, passeggiando in una città.

Ben diversa la cosa se parliamo di reportage e foto di viaggio dove anche i secondi possono fare differenza, dove non hai tempo per pensare, in quel caso l’istinto prevale sul pensiero logico ed il fiuto ti aiuta a immortalare l’istante perfetto ed imprevedibile.

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