Abazzia di Santa Maria di Staffarda

Dopo Saluzzo abbiamo proseguito il viaggio per visitare e fare delle foto anche alla famosa Abazzia di Staffarda.
Il sito si trova nel comune di Cavour a un’ora di strada da Torino, purtroppo il tempo non è stato certo dei migliori, ha piovuto tutto il giorno, senza tregua.

L’atmosfera però era interessante, e le foto della Abazzia di Staffarda sono migliori di quelle di Saluzzo, si vede che il soggetto era probabilmente più ricco di ispirazione, almeno per me.

Foto gallery: immagini della Abazzia di Santa Maria di Staffarda

Di sicuro l’Abazzia non versa in condizioni ottimali, soprattutto internamente, come possiamo notare nelle immagini delle finestre, a loro modo comunque affascinanti per un fotografo.

L’atmosfera era serena, pacifica e rilassata, sospesa nel tempo di un sito così ricco di storia, si potevano percepire i secoli scorrere tra lo scroscio della pioggia.

Ovviamente desideravo un pò di sole, o quantomeno che smettesse di piovere, ma probabilmente le foto sarebbero state più banali e noiose, avrei però potuto scattare delle foto dell’Abazia di Staffarda immersa nel suo contesto, con le Alpi sullo fondo, ma del resto non si può avere tutto.

Ripercorrendo come sempre a storia scopriamo che questa Abazzia medioevale fu costruita intorno al 1100 su terreni donati dal marchese Manfredo I di Saluzzo ai monaci dell’Ordine Cistercense per farne un centro di bonifica della campagna circostante.

L’Abazzia raggiunse in pochi decenni una notevole importanza economica quale luogo di raccolta, trasformazione e scambio dei prodotti delle campagne circostanti, rese fertili dai monaci con estese e complesse opere di bonifica.

L’importanza economica portò all’Abazzia privilegi civili ed ecclesiastici che ne fecero il riferimento della vita politica e sociale del territorio.
Nell’arco di poco tempo, in area piemontese, sorsero altre quattro Abazzie cistercensi.

In queste pianure nel 1690 si svolse la sanguinosa battaglia di Staffarda, tra i piemontesi di Vittorio Amedeo II di Savoia e i francesi del generale Catinat, con danni ingenti alle strutture architettoniche della Abazzia di Santa Maria di Staffarda.

I Francesi invasero l’Abazzia distruggendo l’archivio, la biblioteca, parte del chiostro e del refettorio.
Con l’aiuto finanziario di Vittorio Amedeo II vennero effettuati lavori di restauro della Abazzia di Santa Maria di Staffarda che in parte alterarono le originali forme gotiche dell’architettura.

Nel 1750, con una bolla del papa Benedetto XIV, l’Abazzia venne affidata all’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, l’ordine Mauriziano, creato dai duchi di Savoia.

L’insieme degli edifici della Abazzia di Santa Maria di Staffarda presenta quindi una stratificazione di architettura, un impianto edilizio molto complesso, fortemente rimaneggiato nel corso di ben nove secoli.

Purtroppo il degrado e notevole e servirebbero davvero ingenti opere di restauro per valorizzare il sito come meriterebbe, ci sono una statua dorata della Madonna sull’altare ed i resti di un affresco nella parete al fondo.

Ben fatto invece il piccolo museo archeologico allestito nel locale che era un tempo destinato al vino.

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