Fuochi artificiali di San Giovanni a Torino

Prima di oggi non avevo mai scattato di notte delle foto ai fuochi d’artificio, ho quindi colto l’occasione della festa in onore di San Giovanni a Torino per sperimentare scatti in notturna con la mia nuova Canon 450D, è davvero incredibile ciò che è possibile raggiungere con un treppiede e una sensibilità ISO elevata.

Ogni 24 giugno a Torino si tengono i fuochi d’artificio per la festa del santo patrono della città, in questo caso San Giovanni ed è un tipo di celebrazione comune in molte città italiane
Ognuno ha il suo patrono, il suo santo di cui essere orgogliosi, la propria giornata di celebrazione.

Foto gallery: immagini dei fuochi artificiali di San Giovanni a Torino

Ci si sente in questo periodo un pò tutti più torinesi, anche coloro ai quali i fuochi d’artificio non fanno nessun effetto, si tratta della condivisione di un momento di appartenenza alla città. Il 24 giugno è la data in cui tutto nella città sabauda si ferma, si scende in piazza e si fa festa, delle foto di Torino che non potevano mancare.

Con la rivoluzione digitale di sicuro è cambiato il mondo della fotografia, Torino ha degli scorci stupendi di notte, immagini delle piazze, delle chiese, tutti i monumenti sono illuminati, penso di dedicarmici seriamente prima o poi.
Avevo fatto dei tentativi di foto notturne a Torino molti anni fa, con la macchina fotografica a pellicola, ottenendo dei risultati interessanti ma ad un prezzo in termini di impegno e di costi veramente alto, oggi sarebbe tutta un altra cosa.

Purtroppo le ISO elevate producono un notevole rumore di fondo ed un disturbo chiamato luminanza ma con appositi software come Lightroom è possibile eliminarli, anche se il risultato finale può risentirne.

Per ora il treppiede continua ad essere fondamentale se si gira di notte, alcuni secondi di esposizione spesso sono essenziali e permettono di abbassare di molto le ISO ottenendo immagini decisamente migliori.

La festa di San Giovanni in realtà ha origini antiche, coincide infatti con il rito pagano del solstizio d’estate, un passaggio che porta la Terra dal predominio lunare a quello solare, si tratta della notte più breve dell’anno.

Il rito serviva per esorcizzare la paura del cambiamento, per attraversare quella che era considerata una notte magica carica di energie.
Sulle colline e sui monti si accendevano fuochi per cacciare demoni e streghe e per prevenire le malattie.

La credenza è che i falò di San Giovanni servissero per conservare i frutti della terra, assicurare buoni raccolti, proteggere da tuoni, grandine e malattie del bestiame.
Tra i riti propiziatori più curiosi di San Giovanni c’è quello di bruciare le vecchie erbe nei falò e raccoglierne di nuove per conoscere il futuro, quello di comperare l’aglio per assicurarsi un anno propizio, quello di raccogliere un ramo di felce a mezzanotte e tenerlo in casa per aumentare i propri guadagni.

San Giovanni è patrono di Torino praticamente da sempre, già nel medioevo Torino si fermava in onore del patrono per due giorni, in quell’occasione cittadini e contadini delle campagne circostanti accorrevano per assistere alla tradizionale corsa dei buoi in Borgo Dora.

Questa tradizione fu interrotta a metà ottocento e ripresa nel 1971, al corteo storico in costumi d’epoca per le vie del centro città segue il celebre farò (falò in piemontese) in Piazza Castello.
Credo proprio che la prossima volta fotograferò il fuoco!

NOTE:
Nel 2018 c’è stata la novità dei 200 droni luminosi che hanno piroettato nel cielo di Torino e che hanno sostituito per la prima volta i fuochi d’artificio.

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