Roero e i suoi sentieri

Ed ecco un’altra occasione per tornare sui sentieri del Roero, ma questa volta con la mia Canon 450D per fare alcune foto.
Ho un caro amico da queste parti, quindi ci passo abbastanza spesso, ma sicuramente merita fare una visita ad inizio primavera, verso fine marzo o nei primi di aprile, per godere delle fantastiche fioriture e dei numerosi alberi da frutta che donano al paesaggio un aspetto davvero unico.

Si tratta di una regione splendida situata nella parte nord-orientale della provincia di Cuneo, una delle zone più ricche del Piemonte.
Il territorio del Roero è una nota meta turistica in ambito eno-gastronomico e culturale per i tanti castelli e gli antichi borghi che costellano il suo piccolo territorio ricco di storia, prodotti tipici e di vini di altissimo livello.

Foto gallery: immagini del Roero e dei suoi sentieri

L’area era già abitata e nota in epoca romana, per le fiorenti viticulture, il Roero è però terra contesa tra le diverse fazioni operanti in Piemonte nel Medioevo, tra queste particolare influenza ebbe la famiglia che ha dato il nome alla zona, la famiglia dei Roero.

Uno degli elementi più interessanti per le fotografie è sicuramente il dolce paesaggio del Roero che ho deciso di seguire per i sentieri, che si alterna tra colline ricoperte di viti e la famosa formazione geologica chiamata ‘Rocche del Roero’.

Come si può vedere nelle ultime fotografie una enorme erosione domina alcune delle colline, questa erosione è stata causata dalla concomitanza di una arenaria molto fragile, e dal fiume Tanaro che deviando il suo corso 250.000 anni fa ha accelerato il normale processo erosivo.

Questo evento ha creato profondi canyon e pittoreschi muri di sabbia, ricchi di fossili, una volta fondi sabbiosi del mare che bagnava e ricopriva queste terre.

A causa della geografia e della geologia particolare Roero è possibile notare vari microclimi diversi distribuiti in poche centinaia di metri di altitudine: una tipica vegetazione secca sopra le creste, acqua stagnante ed habitat umido palustre in fondo alle gole, ed anche boschi con secolari castagni accuratamente segnalati e preservati.

Camminando con il mio amico tra le colline e per i sentieri, non sempre indicati, ci siamo persi, ma alla fine abbiamo trovato e fotografato la ‘Castagna Granda’  il più antico albero di castagne della zona datato ben 400 anni.

Si è trattato più che altro di una breve escursione in giornata ma varrebbe la pena fermarsi più giorni e svegliarsi di buon ora per godere della luce del mattino, della nebbia diffusa, percependo il respirare del pianeta e della natura che si sveglia.

NOTE:
Nel 2014 il Roero e le Langhe sono stati inseriti nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

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