La città di Rodi e la sua lunghissima storia

Non è semplice iniziare a commentare queste foto scattate nella città di Rodi, si tratta infatti di un luogo incredibile che ha visto scorrere un’immensa parte della storia a noi più vicina.

I una sorta di viaggio nel tempo a Rodi si inizia dalle rovine della dell’antica Grecia ai castelli fortificati medioevali, al palazzo del Gran Maestro, alle moschee dei sultani, dei governatori genovesi, agli edifici moderni dell’epoca fascista e del dominio italiano sul mare egeo e sul Dodecanneso.

Davvero ovunque si gira per scattare delle foto nella città di Rodi si incontra cultura e storia immerse in una cornice di mare e sole unica, un isola benedetta dal Dio del sole Helios a cui non per caso era dedicata la famosa statua colossale presente all’ingresso del porto, vestigia annoverata tra le sette meraviglie del mondo antico.

La città medievale è considerata a buon diritto patrimonio dell’umanità, e ad ogni metro ecco che nasce una nuova foto per immortalare Rodi.

Foto gallery: immagini della antica città di Rodi

Come ripeto sempre anche in questo caso la Grecia non mi ha deluso, non delude mai, tra giornate passate in spiaggia, il sole che sorge sul porto, la città antica ancora deserta, l’ottimo cibo e la cordialità greca.

Se proprio si vuole trovare qualche neo l’unico problema è il turismo di massa che affolla e snatura gran parte dalla città vecchia racchiusa tra le mura di giorno e riempi i locali della città nuova la sera, tipicamente un turismo proveniente dal nord europa, dalla penisola scandinava.

Quello che mi ha colpito in particolare è l’incredibile numero di aerei in arrivo ed in partenza per tutta europa a tutte le ore del giorno e della sera, a seguire frotte di nordici e pacchetti ‘all inclusive’ negli alberghi a nord dell’isola.

Fortunatamente una modesta pensione poco distante dal centro di Rodi ha salvato la situazione, pochi isolati dal terminal dei bus mi anno permesso di girare molto con i mezzi pubblici e di dover affittare un’auto solo per esplorare l’entroterra fare un  giro dell’isola.

La città vecchia, all’interno delle mura offre uno spettacolo bellissimo sia al mattino presto quando ancora la gente dorme sia durante la sera in cui è affascinante perdersi tra le luci e le ombre del labirinto dei vicoli e dell’architetture medioevale.
Se si vogliono scattare delle foto nella città vecchia di Rodi ma lontano dalla folla consiglio decisamente le prime luci del giorno.

Anche se il fascino di una cena nella città vecchia ha il suo ovvio perché consiglio di cenare fuori dalle mura dove i prezzi sono più onesti ma sopratutto il cibo è migliore.

Centra mappa
Traffico
In bicicletta
Trasporti

Si narrava che l’isola fosse nata dall’unione di Helios, dio del sole, con la ninfa oceanina Rodi, ed il nostro viaggio nel tempo risale al neolitico, per proseguire diventando uno snodo cruciale dei commerci nel mediterraneo.

Consiglio una visita sia al museo archeologico sia l a palazzo del Gran Maestro per farsi un idee di cosa si sta effettivamente fotografando ed osservando.

Dopo che Atene vinse i Persiani nel 478 a.C., le città dell’isola aderirono alla Lega ateniese ma allo scoppio della guerra del Peloponneso nel 431 a.C., Rodi si mantenne neutrale.
In ogni caso a causa dell’indebolirsi di Atene Rodi fu conquistata prima dai Persiani ed infine da Alessandro Magno nel 322 a.C.

Rodi strinse quindi relazioni molto forti e proficue con i Tolomei di Alessandria per formare così la lega rodo-egiziana che controllò i traffici commerciali  per tutto il mare Egeo.
Le sue scuole di filosofia, scienza, letteratura e retorica rivaleggiavano addirittura con quelle di Alessandria.

Nel 304 a.C. gli abitanti dell’isola per ringraziare gli Dei di uno scampato assedio eressero la famosa statua al dio Helios, conosciuta poi per secoli come il Colosso di Rodi.

Nel 226 a.C. Rodi fu colpita da un potente terremoto, la statua cadde ma nonostante i danni ed i problemi l’isola continuò nella propria politica e nel proprio commercio marittimo che la rese una tra le prime potenze dell’epoca insieme a Cartagine.

Inizialmente Rodi fu un’importante alleata di Roma, ma finì poi col perdere i privilegi acquisiti e venne saccheggiata da Cassio ma mantenne una forte influenza e potere marittimo.
Dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente appartenne per dieci secoli all’Impero bizantino, venne però più volte occupata dagli arabi ed in seguito ripresa con la prima crociata.

Sin dal 1100 l’isola era governata dalle famiglie più influenti nel Dodecaneso della Repubblica di Genova, controllando i traffici e governando le rotte marittime nell’Egeo per conto degli imperatori bizantini. Alla caduta nel 1306 dell’ultimo governatore della Repubblica di Genova gradualmente cedettero il potere ai Cavalieri Ospitalieri.
Furono noti come Cavalieri di Rodi, la città fu ricostruita come un modello ideale di città medievale europea e sorse il Palazzo del Gran Maestro. Le possenti mura costruite dai cavalieri permisero all’isola di resistere agli attacchi dei sultani d’Egitto, ma nel dicembre del 1522 Rodi non poté resistere (a causa di un tradimento) al grande esercito di Solimano il Magnifico.

Ai pochi cavalieri rimasti fu concesso di ritirarsi a Malta, mentre l’isola restò sotto il dominio ottomano per quasi quattro secoli.

Un vero peccato che la moschea di Solimano il magnifico fosse chiusa, idem il bagno turco, non mi è ben chiaro se la cosa sia una questione momentanea oppure dovuta ad altro, in ogni caso il retaggio culturale mussulmano mi è parso poco curato e valorizzato.

Annessa già dal 1912 durante la guerra italo-turca l’isola venne assegnata all’Italia con i trattati che posero fine alla guerra insieme alle altre isole dell’arcipelago del Dodecaneso. La città di Rodi costituì il capoluogo di una provincia, la cui sigla automobilistica RD.
Il governatorato italiano riuscì a far convivere pacificamente le diverse etnie dell’isola, restaurando opere monumentali, costruendo infrastrutture, strade, edifici pubblici.
Durante tale periodo la statua della cerva del porto fu sostituita dalla lupa capitolina.

Rodi rimase sotto il controllo del governo fascista, il quale, pur avendo emanato già nel 1938 le leggi razziali, non mise in pratica nessun atto violento verso la comunità ebraica, che non venne pertanto deportata nonostante le incessanti pressioni tedesche.

In seguito alla caduta del governo fascista e alla proclamazione dell’armistizio l’8 settembre vi fu l’inizio dei combattimenti fra le truppe tedesche e quelle italiane che vennero sopraffatte dai tedeschi con centinaia di perdite, tedeschi procedettero quindi all’arresto ed alla deportazione degli Ebrei che ormai non potevano più godere della protezione italiana.

In seguito ai trattati di Parigi, l’Italia fu costretta a cedere il Dodecaneso alla Grecia, come riparazione per la guerra e la statua della cerva del porto tornò al suo posto.

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