Immagini e democrazia ad Atene

Durante il mio viaggio in Grecia, sulla via del ritorno, ho potuto visitare e fare delle foto ad Atene, davvero una città unica nel suo splendore, la culla della civiltà occidentale.

Sono rimasto alcuni giorni ed ho avuto la possibilità di ammirare le rovine archeologiche di Atene, girovagare su spiagge lontane, visitare il centro della città e godere di alcune serate davvero piacevoli immerso nel caos e nel divertimento.

Non era la prima volta che vedevo questo luogo affascinante, ma la precedente visita risaliva al lontano 1997.

Foto gallery: immagini di Atene

Atene da quando mi ricordo è sempre immensa, vivono in città e nei dintorni oltre quattro milioni di persone, circa il 35 per cento degli abitanti di tutta la Grecia, in pratica un greco su tre.

Il tempo fortunatamente è stato ottimo, la luce perfetta ed ho avuto occasione di usare tutte le ottiche che mi ero portato in viaggio, dall’immancabile zoom al grandangolo che si rivela utilissimo facendo foto ai siti archeologi.

Sono arrivato ad Atene via nave da Creta, l’occasione è stata un matrimonio di amici, alcuni giorni, alcune foto, per poi ripartire in aereo verso Torino.

I problemi di fare delle foto ad Atene sono fondamentalmente due: il primo è trovare un modo nuovo di scattare immagini di un dei posti più fotografati al mondo, il secondo evitare nell’inquadratura la massa onnipresente di turisti fermi davanti ai monumenti armati di telefonino.

La storia di Atene è davvero infinita, riassumerò qui solo i punti principali,quelli che mi hanno colpito.

La zona è stata abitata continuamente dal Neolitico, nel quinto secolo prima di Cristo la città diventò il centro più importante del mondo greco, uno dei pilastri della civiltà occidentale.
Atene è nota infatti in tutto il mondo per la nascita della democrazia, per essere stata la sede dell’accademia di Platone e del liceo di Aristotele, oltre che aver dato i natali a Socrate, Pericle, Sofocle e molti altri filosofi e personaggi importanti dell’antichità classica.

Dopo un declino Atene recuperò molto in età bizantina, ed è stata relativamente prosperosa durante le Crociate, grazie anche al commercio delle Repubbliche Marinare italiane.

Trascorso il dominio dell’Impero Ottomano, Atene riemerse nel diciannovesimo secolo come capitale del neonato stato greco ottenendo nuovamente la propria autonomia.
Nel 1896 ospitò la prima edizione dei Giochi Olimpici moderni.

Dopo la seconda guerra mondiale, tra gli anni 1950 e 1960, ci fu un vero e proprio boom demografico che portò la città alle attuali dimensioni di megalopoli.

Durante gli ultimi anni 90 e sopratutto grazie ai Giochi della XXVIII Olimpiade nel 2004 le infrastrutture sono migliorate molto, il sistema di trasporti fortunatamente è davvero eccellente sia in merito alla metropolitana, al porto, ai traghetti che collegano il cuore della Grecia a tutte le isole.

I musei sono altrettanto immensi e se si pensa la ricchezza di storia e cultura di questo paese è davvero doveroso visitarne almeno una parte.

Una delle immagini che più mi ha colpito è stata quella che ho scattato dalla collina del Partenone verso la città; da qui Atene appare come un mare di cemento ed edifici che circondano la collina del Partenone, un ultima isola di verde a resistere stoicamente tra la follia urbanistica.

Quello che rimane del Partenone è davvero rovinato, sotto perenni ed infiniti restauri che dai primi anni 2000 proseguono ininterrotti. Restauri necessari per recuperare gli inadeguati interventi effettuati ad inizio ottocento e gli atti vandalici perpetuati dagli inglesi.

Nel 1811 il conte di Elgin ottenne da chi governava la Grecia il permesso di rimuovere quello che avesse scoperto. Dal 1801 al 1812 gli uomini di Elgin rimossero circa la metà delle sculture superstiti del Partenone insieme ad elementi architettonici e scultorei.

I marmi furono trasportati quindi via mare in Gran Bretagna, dove si accese il dibattito tra i sostenitori di questa azione e chi condannò la cosa come un vero e proprio atto di vandalismo.
A seguito di un dibattito pubblico in Parlamento e lo scagionamento di Elgin i marmi vennero acquistati dal governo britannico nel 1816 e trasportati al British Museum.

Dopo aver ottenuto l’indipendenza dall’Impero Ottomano la Grecia espresse il suo disappunto per le azioni di Elgin che aveva spogliato uno dei più importanti monumenti del mondo, e contestò l’acquisto da parte del governo britannico.

La Grecia continuò a premere per il ritorno dei marmi nel paese d’origine e portò la questione in campo internazionale nel 1980, solamente dal 2014 l’UNESCO di mediare tra la Grecia ed il Regno Unito per risolvere la questione.

Lascia un commento

Seguimi sui social networks

linkedin twitter pinterest flickr 500px

Condividi queste immagini

- I campi contrassegnati con * sono richiesti ma il vostro indirizzo email non sarà pubblicato in nessun caso.
- Per ricevere gli avvisi in merito al commento non dimenticate di usare le checkbox!

    Potrebbero interessarti anche queste foto...