Mandalay la maestosa ed antica capitale

Sono arrivato a Mandalay dopo una lunga corsa con l’autobus notturno di ben 10 ore dal Lago Inle, ed anche se erano solo le cinque di mattina la stazione dei bus era affollatissima, viva, pulsante, un immagine ed un ricordo indimenticabili ma purtroppo nessuna foto.

La prima differenza  da Yangon che immediatamente ti assale sono le migliaia di moto strombazzanti tutto il giorno provenienti da ogni direzione.
La città è un completo disastro, inquinata e caotica, solo i birmani riescono a gestirsi e a capirci qualcosa.

Ho subito contrattato e reclutato per diversi giorni un autista e relativo motorino, sia per spostarmi sia a Mandalay sia per visitare gli interessanti luoghi circostanti.
Gli stranieri al momento non sono autorizzati a guidare in Myanmar senza autorizzazione.

Foto gallery: immagini di Mandalay la maestosa ed antica capitale

Le foto scattate a Mandalay mi hanno davvero soddisfatto, moltissimo, spero di aver dato con la fotografia una chiara immagine di questa variegata realtà.

Mandalay è la seconda città del paese, si trova 716 km a nord di Yangon sulla riva del fiume Irrawaddy, la città ha una popolazione di oltre un milione di birmani.

Mandalay è considerata il centro della cultura birmana, ma un afflusso continuo di immigrati cinesi, per lo più nella provincia dello Yunnan, negli ultimi venti anni, ha rimodellato la composizione etnica della città ed aumentato il commercio con la Cina.
Diversi birmani denunciano che Mandalay sta diventando poco più che un satellite della Cina, nulla rimane della vecchia idea romantica di Mandalay descritta in molti testi e poesie.

Re Mindon fondò la città nel 1857 ai piedi della Mandalay Hill, fondata per adempiere ad una profezia in occasione del 2400° giubileo del buddismo, una metropoli quindi dedicata al buddismo ed alla cultura da erigere in quel luogo preciso.

Mandalay cessò di essere la capitale il 28 novembre 1885 quando la conquista britannica mise fine alla Terza Guerra Anglo-Birmana.

Il punto di vista britannico in merito allo sviluppo di Mandalay e del Myanmar era, naturalmente, soprattutto con intenzioni commerciali, per questo una ferrovia raggiunse Mandalay nel 1889, meno di quattro anni dopo l’annessione, ma la prima scuola a Mandalay fu costruita solo 40 anni dopo.

Nel corso del periodo coloniale Mandalay rimase sempre speciale, rimase il centro della cultura birmana e dell’insegnamento buddista, il simbolo primario della sovranità e della identità.

Durante la seconda guerra mondiale, sotto l’occupazione giapponese (1942-1945), la città subì gravi danni.
Il palazzo reale e la cittadella furono trasformati dai giapponesi in un deposito di munizioni e a causa di questo venne rasa al suolo dai bombardamenti alleati.

Oggi gran parte delle vecchi infrastrutture sono sparite e la seconda più grande città del paese è fondamentalmente una città di edifici bassi e strade polverose piene per lo più con le biciclette e motorini.

Dopo che il paese ottenne l’indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1948 Mandalay ha continuato ad essere il principale centro culturale, educativo ed economico nel nord del Myanmar. La città però attrae solo una frazione di studenti di un tempo in quanto il governo militare richiede agli studenti di frequentare le università locali al fine di ridurre la concentrazione di studenti in un unico luogo.

L’influsso cinese è cresciuto molto dopo la salita al potere nel 1988 del governo militare, il governo ha permesso agli immigrati cinesi dello Yunnan e del Sichuan di trasferirsi nel Myanmar settentrionale per poi finire a Mandalay. Oggi i cinesi si ritiene siano circa il 40% della popolazione della città.

I cinesi sono in gran parte responsabili della rivitalizzazione economica del centro, della costruzione di nuovi appartamenti e condomini, della nascita di alberghi e centri commerciali, e del ritorno della città al suo ruolo di centro commerciale che collega sud e nord del Myanmar con la Cina e l’India.

La città ha numerosi monasteri e più di 700 pagode, nella Kuthodaw Pagoda vi sono 729 lastre di pietra con inciso l’intero canone buddista, ogni lastra occupa il proprio stupa bianco. All’interno della Sandamuni Pagoda, nonostante la precedente, vi sono 1774 lastre di pietra.

Come potete vedere dalle foto a Mandalay ho cercato di catturare non solo immagini di pagode ma di vita quotidiana, di lavoro, di attività stranissime come quella di scolpire e levigare statue del Buddha o di creare foglioline d’oro per le offerte.

NOTE:
Dopo gli ultimi avvenimenti ed elezioni del 2015 oggi di fatto è possibile per uno straniero guidare in Myanmar cosa che però non è certo consigliabile.

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  • La luce delle ultime tre è pazzesca!

    • Quoto, fantastica. Ma l’ultima racconta davvero tanto (norme di icurezza, capienza massima del treno, banchina che fiancheggia il binario inesistente bello che i viaggiatori siano anche con il macchinista). Una foto che si fa guardare. Complimenti per i tuoi reportage

      • Beh ma vogliamo parlare del tipo seduto sopra al treno?!?!!!! 😯

    • Si anche io la adoro, momenti mi stirano in machina!!

  • Bellissima serie…la 30 è incredibile!!

  • ed ecco da dove partono le decorazioni d’oro dei bei templi che si vedono in quelle zone.
    Lavoro duro in un posto caldo.

  • Grazie per i commenti …. spero di poter viaggiare di nuovo in Asia il più presto possibile

  • anche queste a me piacciono, anche se messe casualmente sono immagini di momenti di vita, danno cmq un’idea del posto.

  • le foto sono ben eseguite e a me piacciono…

    la sequenza è casuale???

    rispetto agli altri mi trasmette meno il senso di reportage, ma di qualche foto messa insieme…

    Ciaooooooo

  • Mi associo ai complimenti per quello che è un bel riassunto di quello che hai visto.
    Il tutto è ben organizzato, ha una logica a livello di sequenza etc…

  • bel reportage organizzato in crescendo dal grezzo al rifinito
    mi piace molto la testa dell’uomo nella fila di teste di marmo
    e fantastico il monaco tra le statue

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